BUON NATALE AMORE MIO - EDITORIALE
14/12/2018
“Stia attento all’ora che alle 17 in punto il cancello si chiude”. “Lo so sindaco, mi sono studiato gli orari a memoria, ma rimango qui fino a che sento la sirena.”
E riprende a spolverare  per l’ennesima volta il bel piano di marmo pieno di fiori, chino sotto il peso dei suoi anni. Quanti ricordi di una vita passata insieme, in quella bella foto del cimitero che sembra guardarti fisso negli occhi. “Lei che era una donna forte, che quasi non  ha mai avuto un raffreddore se né andata, e io che sono malato da anni sono qui ancora. Ma perche?”
Poi rimango li come faccio spesso, e inizio a leggere i nomi sulle lapidi, quanti conoscenti, amici, quante coppie, quante storie di vita vissuta insieme.
Tra poco è Natale, forse il giorno in cui meglio di ogni altro ci pensi a chi non hai più vicino, al posto vuoto che rimane a tavola e che magari la tavola la apparecchi ancora come un tempo col suo piatto, quando non ti vedono i parenti, quando non ti vede nessuno, solo lui o lei nella tua mente.
Il giorno di Natale, quando ti invitano a casa i figli e scartano i regali i nipoti,  e si mangia e si gioca a tombola tutto il giorno.
Ma tu ricordi bene e ricorderai sempre, e ti sembra di sentirlo ancora, chi proprio in quel giorno ti diceva felice: Buon Natale amore mio.
E ti rivedi nella tua casa riempito o riempita di attenzioni, di regali, di quell’atmosfera festosa che solo il Natale della tradizione consegna: Le tovaglie rosse agrifogliate,  i profumi delle feste, quel calore che nasce dentro, e non è la legna del camino pure acceso che lo alimenta.
Vorresti passarlo li il Natale, con lui o con lei, tanto il freddo non si sente al cimitero, anche se è la zona più alta di Pescate.
Vorresti che non ti vedesse nessuno, lasciar chiudere il cancello e la sirena e lasciar fuori il mondo, accarezzando quella fotografia piccola e lucida, baciata anche dalla pioggia e dalla brina  e stare in silenzio, lasciando che escano pensieri e ricordi.
Un giorno non lontano si tornerà insieme, per chi ci crede è più facile, è un conforto che rimanda indietro un attimo le lacrime.
Un attimo soltanto che neanche sfiora i dieci, venti, trenta, quaranta, cinquant’anni passati insieme, ma è un conforto che ti prendi e che conservi.
Manca ancora qualche giorno a Natale, e salire le scale del cimitero sembra  più facile che salire quelle di casa.
“Io che sono malato sono qui ancora, e tu che eri una roccia sei volata via”.
“Sei andato via senza neanche avvisarmi, così nel sonno, e prego la Madonna di rivederti presto”
“Ti ho visto spegnerti a poco a poco e non ho potuto fare niente per tenerti ancora con me”.
“Il mio solo conforto è non averti visto soffrire, ti sono stata accanto fino alla fine e tu mi sorridevi”.
Tanti pensieri al cimitero di Pescate, come in tutti i cimiteri, dove le storie non sono mai a lieto fine.
Tante storie diverse, ma poi  il Natale arriva anche li, tra le tombe, che almeno per un giorno ti piace pensare abbiano la forma di tante casette col tetto rosso, come quelle delle fiabe.
E’ passato il tempo, son passati gli anni e se Dio vuole ancora passeranno.
Ma ricordi bene e lo ricorderai sempre il Natale, il Buon Natale  che con lui o con lei ogni anno della tua vita arrivava pieno di colore, di gioia e di amore.
E ti sembra di sentirlo ancora, e lo senti ancora come allora, avvolgente come un abbraccio:
Buon Natale amore mio.
E Buon Natale miei cittadini di Pescate.
Dante De Capitani